martedì 1 dicembre 2015

Siesta oltre 40′, rischio diabete

Siesta oltre 40′, rischio diabeteCi avevano già detto che un po’ di riposo dopo pranzo ci sta bene. Ma non più di 40 minuti, mi raccomando, altrimenti si rischia il diabete di tipo 2. L’avvertimento arriva da uno studio presentato al 51esimo Congresso dell’Associazione europea per lo studio di diabete (Easd) di Stoccolma. Se il pisolino supera la fatidica soglia di un’ora, il rischio di ammalarsi di diabete aumenta addirittura del 46 per cento.
La ricerca è stata condotta dal giapponese Tomohide Yamada, dell’università di Tokyo, ed è in realtà una revisione di più di 680 ricerche, pubblicate dal novembre 2014 e inserite poi nel database di Medline, Cochrane Library e Web of Sciences. Dieci di questi lavori rispondevano ai requisiti richiesti, condotti tra Europa, Asia e Usa e che hanno coinvolto 260 mila soggetti. Ebbene, è emerso che la sonnolenza diurna è associata a un 56 per cento di diabete di tipo 2. Continua a leggere qui.

venerdì 27 novembre 2015

Il diabete si cura con l'extravergine? Lo dice uno studio

Il diabete si cura con l'extravergine? Lo dice uno studioUno studio pubblicato su Nutrition & Diabetes mette in evidenza gli effetti dell’olio extravergine d’oliva, proveniente da una particolare area geografica (zona collinare della provincia di Viterbo), nella prevenzione e nella cura del diabete.
Dalla ricerca emerge che l’extravergine di oliva si comporta come un antidiabetico orale con un meccanismo simile ai farmaci di nuova generazione, le incretine (ormoni naturali prodotti a livello gastrointestinale che riducono il livello della glicemia nel sangue).  Nella ricerca condotta al Policlinico Umberto I Sapienza Università di Roma è stato analizzato il profilo glucidico e lipidico di 25 soggetti sani sperimentando la somministrazione di una dose di 10 grammi di olio d’oliva in un pasto con tipico cibo mediterraneo. Continua a leggere qui.

martedì 3 novembre 2015

Il diabete e il rischio dermatite atopica

http://www.eucerin.it/~/media/Eucerin/local/it/skin-concerns/atopic-dermatitis/body/EUCERIN-INT-SC-atopic-dermatitis-body-05.jpg?mw=545Uno studio pubblicato sulla rivista British Journal of Dermatology e condotto presso l’università di Taiwan ha evidenziato la maggiore prevalenza di dermatite atopica nei pazienti affetti da diabete di tipo1, ovvero quello insulino dipendente, quando diagnosticato già dall’infanzia.
Nello studio sono stati analizzati i dati relativi a 3386 pazienti con diagnosi di diabete di tipo 1 effettuata fra il 1998 e il 2011 e 12725 controlli, nessuno con diagnosi di diabete, ma paragonabili ai pazienti con diabete per sesso e età. Continua a leggere qui.

lunedì 26 ottobre 2015

Un bicchiere di vino rosso a sera migliora il diabete

Un bicchiere di vino rosso a sera migliora il diabeteUn bicchiere di vino rosso ogni sera può migliorare la salute cardiovascolare delle persone con diabete di tipo 2, aiutandole anche a gestire il colesterolo. Non solo, il vino , sia bianco che rosso, può migliorare il controllo degli zuccheri nel sangue, un fenomeno osservato però solo in chi metabolizza l'alcol lentamente.
E' quanto emerge da uno studio guidato dall'università Ben-Gurion del Negev, in Israele. Gli studiosi hanno analizzato 224 pazienti con diabete di età compresa tra 45 e 75 anni, che generalmente non bevevano alcol, ad alcuni dei quali è stato chiesto di iniziare e bere moderatamente vino nell'ambito di una dieta sana. Continua a leggere qui.

domenica 18 ottobre 2015

Il cerotto insulina-intelligente: una svolta per chi soffre di diabete

Per coloro che soffrono di diabete, le iniezioni di insulina possono essere un processo doloroso e ‘impreciso’ per mantenere i livelli di zucchero nel sangue sotto controllo. Finalmente, un nuovo cerotto “insulina-intelligente” può mettere fine a queste iniezioni dolorose e può rivoluzionare il modo in cui i diabetici mantengono i loro livelli di zucchero nel sangue sotto controllo.
Il cerotto, creato da ricercatori della University of North Carolina e NC State, è un quadrato sottile ricoperto da oltre 100 piccoli aghi. Secondo i ricercatori, il cerotto è veloce da applicare, è semplice da usare ed è realizzato con materiali bio-compatibili. Continua a leggere qui.

martedì 6 ottobre 2015

Diabete in gravidanza: più rischi se si aspetta un maschio

Diabete in gravidanza: più rischi se si aspetta un maschioIl sesso di un bambino non ancora nato può influenzare il rischio della madre di sviluppare il diabete gestazionale o quello di tipo 2: aumenta il pericolo se la mamma aspetta un maschio. A dichiararlo è un nuovo studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism e realizzato dall’Università di Toronto con una grande ricerca che ha coinvolto ben 643mila donne, che hanno partorito il loro primogenito tra l’aprile del 2000 e il  marzo del 2010.
Nella ricerca sono stati analizzati i tassi di casi di diabete e, oltre ad aver scoperto che le donne che aspettano un maschietto hanno maggiori probabilità di sviluppare il diabete gestazionale, gli esperti hanno anche messo in evidenza che le donne in cui si manifesta la malattia pur aspettando una femmina sono poi a più alto rischio di diagnosi di diabete di tipo 2 dopo la gravidanza. Continua a leggere qui.

venerdì 2 ottobre 2015

Positivo all'alcoltest, il medico: «Colpa del diabete»

«Il diabete può alterare l’alcol test», scrive il medico. E il giudice riconsegna la patente all’ingegnere sessantenne sanzionato dai carabinieri. Il giudice di Pace Fabio Curatola ha preso atto del parere medico e, ancora prima di emettere il verdetto, ha dissequestrato l’auto e concesso al denunciato, che soffre della patologia, di rimettersi al volante. Un provvedimento sui generis, mai adottato nel palazzo di giustizia spezzino. Un paio di casi simili risultano in Abruzzo e Umbria. E’ una questione scientifica per il medico legale Milena Sommovigo, consulente del professionista spezzino.
«Il diabete porta alla produzione di corpi chetonici, i quali possono essere convertiti dal fegato in isopropanolo che, essendo alcol, viene rivelato dall’etilometro determinando un falso positivo». Continua a leggere qui.