sabato 9 gennaio 2016

Come prendersi cura di graffi e ferite

tagli_graffiNel trattamento del diabete la cura della pelle è un aspetto molto importante. Chi ne è affetto deve prestare particolare attenzione a tagli e ferite. Questi segni sulla pelle infatti possono causare delle infezioni. Ma attenzione anche ai segni sospetti nel punto in cui si fanno le iniezioni di insulina.
Una persona affetta da diabete come deve trattare graffi, ferite e tagli?
«È necessario distinguere tra i pazienti con un diabete di lunga data, scompensato e complicato, e quelli con un diabete diagnosticato da poco e con un buon compenso. Nel primo caso il paziente è a maggior rischio infettivo. Ma rassicuriamo i pazienti: non devono correre in pronto soccorso o dal proprio diabetologo ogni volta che si fanno un taglietto o un graffio», dice il dottor Cesare Berra, responsabile della Sezione Malattie Metaboliche di Humanitas. Continua a leggere qui.

giovedì 17 dicembre 2015

Saltare la colazione fa aumentare la glicemia

colazione_tavolo01Colazione sì, colazione no. Mentre alcune ricerche sostengono che il digiuno potrebbe avere effetti salutari, la maggioranza degli studi afferma invece che saltare il pasto più importante della giornata può avere gravi conseguenze: non solo porta all’obesità e a una maggiore insorgenza di problemi cardiovascolari, ma mette anche a repentaglio la salute dei diabetici.
Uno studio pubblicato sulla rivista Diabes Care e condotto al Wolfson Medical Center's Diabetes Unit dell’Università di Gerusalemme e alla Lund University in Svezia ha dimostrato che nei soggetti affetti da diabete alimentare (cioè di tipo 2, insulino-resistente) non fare colazione e rimanere a stomaco vuoto fino all’ora di pranzo fa impennare la glicemia dopo i pasti e diminuisce la risposta insulinica per tutto il resto della giornata. Continua a leggere qui.

mercoledì 9 dicembre 2015

Diabete e Alimentazione, ecco alcuni consigli utili a tavola


Chi l’avrebbe mai detto che il grande pugile Primo Carnera era un diabetico. E, come lui, il nuotatore campione olimpico Gary Hall. O uno dei pittori più importanti della fine dell’Ottocento, Paul Cézanne. Il diabete è la più comune tra le malattie metaboliche. L’organismo non riesce a metabolizzare in maniera corretta i carboidrati, a causa dell’insufficiente produzione di insulina da parte del pancreas.
Ne esistono diverse forme: il diabete insulino-dipendente o di tipo 1 (le cellule beta del pancreas che producono insulina sono distrutte completamente da un processo di auto-immunità), il diabete non insulino-dipendente o di tipo 2 (la produzione di insulina da parte delle cellule beta è presente ma è inadeguata al fabbisogno, aumentato a causa del sovrappeso), il diabete secondario a malattie pancreatiche (anche le beta cellule sono coinvolte dal processo patologico), ad alterazioni ormonali, indotto da farmaci o sostanze chimiche e ad anomalie dei recettori insulinici e il diabete mellito gestazionale, che insorge nella donna in dolce attesa. Continua a leggere qui.

martedì 1 dicembre 2015

Siesta oltre 40′, rischio diabete

Siesta oltre 40′, rischio diabeteCi avevano già detto che un po’ di riposo dopo pranzo ci sta bene. Ma non più di 40 minuti, mi raccomando, altrimenti si rischia il diabete di tipo 2. L’avvertimento arriva da uno studio presentato al 51esimo Congresso dell’Associazione europea per lo studio di diabete (Easd) di Stoccolma. Se il pisolino supera la fatidica soglia di un’ora, il rischio di ammalarsi di diabete aumenta addirittura del 46 per cento.
La ricerca è stata condotta dal giapponese Tomohide Yamada, dell’università di Tokyo, ed è in realtà una revisione di più di 680 ricerche, pubblicate dal novembre 2014 e inserite poi nel database di Medline, Cochrane Library e Web of Sciences. Dieci di questi lavori rispondevano ai requisiti richiesti, condotti tra Europa, Asia e Usa e che hanno coinvolto 260 mila soggetti. Ebbene, è emerso che la sonnolenza diurna è associata a un 56 per cento di diabete di tipo 2. Continua a leggere qui.

venerdì 27 novembre 2015

Il diabete si cura con l'extravergine? Lo dice uno studio

Il diabete si cura con l'extravergine? Lo dice uno studioUno studio pubblicato su Nutrition & Diabetes mette in evidenza gli effetti dell’olio extravergine d’oliva, proveniente da una particolare area geografica (zona collinare della provincia di Viterbo), nella prevenzione e nella cura del diabete.
Dalla ricerca emerge che l’extravergine di oliva si comporta come un antidiabetico orale con un meccanismo simile ai farmaci di nuova generazione, le incretine (ormoni naturali prodotti a livello gastrointestinale che riducono il livello della glicemia nel sangue).  Nella ricerca condotta al Policlinico Umberto I Sapienza Università di Roma è stato analizzato il profilo glucidico e lipidico di 25 soggetti sani sperimentando la somministrazione di una dose di 10 grammi di olio d’oliva in un pasto con tipico cibo mediterraneo. Continua a leggere qui.

martedì 3 novembre 2015

Il diabete e il rischio dermatite atopica

http://www.eucerin.it/~/media/Eucerin/local/it/skin-concerns/atopic-dermatitis/body/EUCERIN-INT-SC-atopic-dermatitis-body-05.jpg?mw=545Uno studio pubblicato sulla rivista British Journal of Dermatology e condotto presso l’università di Taiwan ha evidenziato la maggiore prevalenza di dermatite atopica nei pazienti affetti da diabete di tipo1, ovvero quello insulino dipendente, quando diagnosticato già dall’infanzia.
Nello studio sono stati analizzati i dati relativi a 3386 pazienti con diagnosi di diabete di tipo 1 effettuata fra il 1998 e il 2011 e 12725 controlli, nessuno con diagnosi di diabete, ma paragonabili ai pazienti con diabete per sesso e età. Continua a leggere qui.

lunedì 26 ottobre 2015

Un bicchiere di vino rosso a sera migliora il diabete

Un bicchiere di vino rosso a sera migliora il diabeteUn bicchiere di vino rosso ogni sera può migliorare la salute cardiovascolare delle persone con diabete di tipo 2, aiutandole anche a gestire il colesterolo. Non solo, il vino , sia bianco che rosso, può migliorare il controllo degli zuccheri nel sangue, un fenomeno osservato però solo in chi metabolizza l'alcol lentamente.
E' quanto emerge da uno studio guidato dall'università Ben-Gurion del Negev, in Israele. Gli studiosi hanno analizzato 224 pazienti con diabete di età compresa tra 45 e 75 anni, che generalmente non bevevano alcol, ad alcuni dei quali è stato chiesto di iniziare e bere moderatamente vino nell'ambito di una dieta sana. Continua a leggere qui.