La gestione del paziente diabetico
Leggi qui la locandina del convegno.
sabato 16 marzo 2013
martedì 12 marzo 2013
Noci e diabete 2
Un’alimentazione ricca di noci riduce il rischio di diabete 2 nelle donne.
In generale la frutta secca con guscio contiene un’alta concentrazione di acidi grassi monoinsaturi. Fanno eccezione le noci, nelle quali prevalgono gli acidi grassi polinsaturi, per la maggior parte rappresentati dall’acido linoleico, ma anche dall’acido alfa-linolenico, un omega 3 di origine vegetale. Un regolare consumo di noci contribuirebbe, secondo questo studio, al controllo dell’insulino-resistenza, riducendo quindi il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 nel temo. Le noci, inoltre, sono efficaci nel ridurre la colesterolemia totale e LDL (per il loro contenuto in fitosteroli ed antiossidanti), senza influire sulla colesterolemia HDL, e il loro consumo induce uno spiccato senso di sazietà, che facilita il controllo ponderale. L’effetto protettivo delle noci sul rischio di diabete, piuttosto ampio (la riduzione è di circa un terzo, per un consumo regolare di almeno 2 porzioni settimanali) scaturisce dai risultati di due ampi studi prospettici statunitensi, noti come Nurses’ Health Study I e II, condotti in popolazioni femminili di età intermedia. L’effetto, ben evidente nelle donne in normopeso, si rileva anche nelle donne con indice di massa corporea elevato; tra queste donne, tuttavia, la riduzione del rischio è meno rilevante. La frutta secca con guscio diversa dalle noci mostra di esercitare lo stesso effetto soltanto nei soggetti con indice di massa corporea nella norma. Si rafforza quindi il ruolo positivo che la frutta secca eserciterebbe nel mantenimento di una condizione di benessere.
domenica 10 marzo 2013
Il rischio di diabete aumenta con le bibite light
Si scelgono le bibite light nella
convinzione che siano meno zuccherate e facciano meno male. In realtà,
stando ai risultati condotti da uno studio francese, un loro consumo
eccessivo espone a un maggiore rischio di diabete di tipo 2 tanto quanto
le bevande zuccherate.
La colpa sarebbe dei dolcificanti
artificiali, come l’aspartame e la saccarina, aggiunti nelle bibite in
quantità tali, per accentuarne il sapore, da non limitare il loro
coinvolgimento nel possibile sviluppo della malattia diabetica insieme
ad altri fattori come lo stile di vita e l’alimentazione più in
generale.
Lo studio, pubblicato sul Journal of
Clinical Nutrition, ha monitorato le abitudini riguardo il consumo di
bibite, zuccherate o light, di 66 mila donne francesi per oltre un
decennio. Messe a confronto, coloro che hanno preferito le ‘light’ con
un consumo settimanale pari a 500 ml hanno mostrato un rischio di
diabete di tipo 2 del 15% in più rispetto alle donne che hanno scelto le
bibite zuccherate tradizionali. Di contro, non è stato riscontrato
alcun aumento significativo di questo rischio nelle donne che avevano
l’abitudine di consumare succhi di frutta non zuccherati.
sabato 9 marzo 2013
Vino rosso: 100 bicchieri al giorno per combattere il diabete
Uno studio internazionale condotto dall’Università del Nuovo Galles del sud e coordinato dal biologo australiano David Sinclair ha rivelato che bere il vino rosso servirebbe a contrastare il diabete di tipo 2. Questo perché, come si legge sulla rivista scientifica Science, su cui è stata pubblicata la ricerca, nel vino è contenuta una concentrazione, seppure purtroppo bassa, di resveratrolo, un fenolo rinvenuto nella buccia dell’uva. Si tratta dell’antiossidante più potente presente in circolazione ed è in grado di attivare dei particolari enzimi che, a loro volta, contrastano l’invecchiamento, le malattie e lo stress. Come ha infatti spiegato Sinclair: “Come pensavamo, il resveratrolo può veramente attivare gli enzimi anti-invecchiamento detti sirtuine. Attiva le difese genetiche dell’organismo, rafforza la resistenza allo stress e l’efficienza energetica, ha azione antiinfiammatoria e di fluidificazione del sangue. È probabilmente più efficace di qualsiasi antiossidante”.
Tuttavia, siccome la quantità di resveratrolo è minima, per poter ottenere dei risultati soddisfacenti, occorre bere almeno 100 bicchieri di vino rosso al giorno, cosa assai improbabile, visto che si tratta di una quantità davvero elevata. Ma niente paura: i ricercatori si sono già messi al lavoro, in modo da riuscire ad ottenere, nell’arco di 5 anni, un farmaco sintetico contenente la stessa quantità della sostanza contenuta in tutti quei bicchieri!
venerdì 1 marzo 2013
Celebrazione della Santa Messa - 13 Marzo 2013
Ti
invita alla celebrazione della Santa Messa a sostegno della Associazione che si
terrà mercoledì 13 marzo 2013 alle ore 18,30 presso la
Chiesa Spirito Santo in Cerignola.
Celebrerà
S.E. Mons. Felice Di Molfetta
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