Il diabete è ancora una delle principali cause di morte secondo le più recenti rilevazioni sia nel Nord America che in Europa. Le tecnologie possono aiutare a monitorarlo e ad affrontarlo, tra le altre cose mettendo i pazienti a diretto contatto con i medici, in maniera oltretutto continuativa nel corso del tempo. Tutto questo ha portato a un fiorire di startup che hanno pensato a una serie di soluzioni tecnologiche e di app che, tramite connessione con il misuratore della glicemia o della pressione arteriosa, facilitano la vita del paziente affetto da diabete di Tipo 1 o di Tipo 2. Continua a leggere qui.
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giovedì 31 ottobre 2019
Le app che stanno cambiando la lotta al diabete
Il diabete è ancora una delle principali cause di morte secondo le più recenti rilevazioni sia nel Nord America che in Europa. Le tecnologie possono aiutare a monitorarlo e ad affrontarlo, tra le altre cose mettendo i pazienti a diretto contatto con i medici, in maniera oltretutto continuativa nel corso del tempo. Tutto questo ha portato a un fiorire di startup che hanno pensato a una serie di soluzioni tecnologiche e di app che, tramite connessione con il misuratore della glicemia o della pressione arteriosa, facilitano la vita del paziente affetto da diabete di Tipo 1 o di Tipo 2. Continua a leggere qui.
giovedì 17 ottobre 2019
DIMAGRIRE E NON RIPRENDERE PESO PUÒ ELIMINARE IL DIABETE
Perdere peso e non riguadagnarlo può potenzialmente portare ad una remissione del diabete di tipo 2 e la ragione sta nel fatto che le cellule pancreatiche produttrici di insulina non sono, nella fase iniziale della malattia, danneggiate irreversibilmente. Lo dimostra un nuovo studio su oltre 300 pazienti seguiti dal 2014 al 2017, 'DIRECT', presentato al congresso dell'Associazione americana di diabetologia (Ada), che conferma la relazione tra peso e scomparsa della malattia sostenuta da precedenti studi: oltre un terzo dei pazienti (36%) che ha partecipato alla ricerca effettuando un intenso programma di controllo del peso, infatti, ha avuto una remissione della malattia che si è mantenuta a distanza di 2 anni. Continua a leggere qui.
mercoledì 26 giugno 2019
Il ballo combatte il diabete?
“Potrei sapere qualcosa di più su questo ballo di gruppo per combattere il diabete?”. Così circola sui social, anonima, la spiazzante domanda di un utente che sembra voler raccogliere informazioni su una sorta di danza magica in grado di sconfiggere il diabete. Anche se, posto in questi termini, in quesito sembra sconfinare oltre i limiti dell’assurdo, in realtà se ne può dare una risposta seria e articolata. Continua a leggere qui.
sabato 20 ottobre 2018
Diabete: 6 possibili cause che ti sorprenderanno
Vorreste ridurre il rischio di diabete? Allora saprete certamente che per farlo è necessario mangiare bene, essere attivi e mantenere un peso sano. Tuttavia, queste non sono le sole cose da fare per tenere alla larga il rischio di sviluppare questa malattia. Che ci crediate o no, esistono alcuni fattori che possono aumentare le probabilità di sviluppare il diabete, alcuni dei quali vi sembreranno davvero bizzarri.Continua a leggere qui.
giovedì 11 ottobre 2018
Cani per diabetici, l'olfatto salva da crisi glicemiche
Dal Veneto alla Sardegna. I cani che salvano i pazienti diabetici in crisi glicemica, dai bambini agli adulti, sbarcano anche nell'isola. O meglio, i cani sono quelli di casa, di diverso c'è che ora è cominciata la fase di addestramento per l'intervento in caso di necessità. I formatori in questi mesi hanno fatto la spola tra Cagliari e Verona, sede del progetto Serena. E adesso stanno andando avanti con le lezioni agli animali e alle famiglie che li ospitano. Con risultati già tangibili e apprezzati dai pazienti. Il cane fa quello che faceva Rin tin tin nei vecchi telefilm. Quando si accorge che qualcuno sta male, lo soccorre o va a chiedere aiuto. Continua a leggere qui.
giovedì 4 ottobre 2018
Diabete e obesità: il grasso “buono” si eredita dalla mamma, quello “cattivo” da papà
Secondo uno studio pubblicato su “Nature Communications”, condotto dal Dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare dell’Università della Danimarca meridionale, dell’Istituto Max Planck per la ricerca sul metabolismo di Colonia e dell’Università Medica di Vienna, il grasso bianco, quello che causa malattie come il diabete, si erediterebbe dal padre, mentre dalla madre si erediterebbe il grasso bruno, quello “buono“, che protegge dall’obesità.
Continua a leggere qui.
martedì 2 ottobre 2018
Il virus dell’influenza causa il diabete: l’ipotesi choc dei ricercatori italiani
Il virus dell'influenza A potrebbe provocare il diabete mellito di tipo I, a causa dei danni biologici prodotti alle cellule pancreatiche durante la replicazione nell'organismo. La scoperta choc è stata fatta da un team di ricerca italiano guidato da studiosi dell'autorevole Emerging Pathogens Institute presso l'Università della Florida, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Istituto di ricerca sul diabete dell'Irccs Ospedale San Raffaele e dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. Continua a leggere qui.sabato 13 agosto 2016
Cani per diabetici, un super olfatto che migliora la qualità della vita
Si può addestrare un cane a riconoscere l’odore dell’ipoglicemia e a portare al proprietario il kit d’emergenza, o segnalare la situazione alla famiglia? Sì, al punto che negli USA e nel Regno Unito i DADs, diabete alert dogs, sono riconosciuti come cani di servizio, compagni preziosi per migliorare la qualità della vita.Vari studi hanno raccolto le testimonianze dei malati di diabete - ovalutato i cani addestrati - e fornito basi scientifiche a quelli che inizialmente erano solo aneddoti. Anche i cani non addestrati, infatti, si comportano in modo particolare quando il proprietario ha un calo glicemico: cercano di attirare l’attenzione abbaiando, leccando una mano e così via. Con l’addestramento questa abilitàpuò essere affinata e fare la differenza quando l’ipoglicemia non viene percepita. Continua a leggere qui.
domenica 7 agosto 2016
Clima surriscaldato e ambiente, le (cattive) influenze sul diabete
Il clima che si surriscalda fa paura ai diabetici: quando la glicemia va oltre i limiti, infatti, diventa anche più difficile la termoregolazione e si è più esposti a patologie correlate al caldo. Lo ha spiegato Glen Kenny dell'università di Ottawa sulle pagine di Temperature, sottolineando come milioni di persone in tutto il mondo siano a rischio. L'ambiente poi, oltre a peggiorare la malattia, può pure contribuire a provocarla: lo dimostrano alcuni dati presentati durante l'ultimo congresso della Società Italiana di Diabetologia (SID) secondo cui sul banco degli imputati ci sono soprattutto alcuni componenti delle plastiche, ormai ubiquitarie nella nostra vita quotidiana. Continua a leggere qui.giovedì 23 giugno 2016
Marito infelice? Fa bene alla salute! Meno rischio diabete
Se vostra moglie vi rende la vita particolarmente difficile, non disperate: fa bene alla salute! Almeno secondo quanto è emerso da una ricerca della Michigan State University e pubblicata sulla rivista Journals of Gerontology: Social Sciences. Numeri alla mano: i mariti che vivono relazioni tumultuose e non molto felici hanno meno probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2. E addirittura lo controllano meglio se ne sono già affetti. Utilizzando i dati del National Social Life, Health and Aging Project i ricercatori hanno analizzato i risultati di un sondaggio su 1.228 intervistati sposati nel corso di cinque anni. I partecipanti avevano tra i 57 e gli 85 anni quando hanno cominciato e 389 hanno sviluppato il diabete alla fine dello studio. Andando ad approfondire il rapporto tra la qualità del matrimonio e il rischio di diabete, la scoperta più sorprendente è stata che per gli uomini una diminuzione della qualità del matrimonio riduceva il rischio di sviluppare il diabete e aumentava le chance di gestione corretta della malattia. Continua a leggere qui.
giovedì 17 marzo 2016
Diabete: il viaggio come terapia
Lasciarsi tutto alle spalle (posto fisso in banca compreso)
e partire per un viaggio di 1000 giorni intorno al mondo con una sola regola da
seguire (quella di non prendere aerei...) e un unico compagno di viaggio: il
diabete di tipo 1, con il quale convive dall'età di 9 anni. Questa, in sintesi,
la bellissima sfida che Claudio Pelizzeni, 33 anni, piacentino, ha lanciato a
se stesso: viaggiare per riprendersi i propri spazi e riappropriarsi del
proprio tempo, osservando e incontrando persone, paesaggi, culture diverse. Per
Claudio "sfida" non è la parola corretta da usare: si tratta
piuttosto di un sogno che si realizza e l'idea di non utilizzare gli aerei
rende il tutto più lento, sicuramente meno facile (attraversare i confini
spesso si rivela una vera e propria impresa...) ma anche un po' più
avventuroso. Un sogno che sta portando avanti, giorno dopo giorno, in compagnia
del suo diabete ("che non è un limite, anzi è per me è una condizione di
assoluta normalità che, semmai, mi ha responsabilizzato e non
penalizzato", sottolinea), con il caloroso supporto della comunità del web
che lo segue quotidianamente sul suo video blog Trip Therapy e sui social
network. Continua a leggere qui.sabato 5 marzo 2016
L'olio è anti-diabete, uno studio: tiene a bada i picchi di zucchero
Condire gli alimenti con olio d'oliva aiuta a contenere le
impennate della glicemia dopo i pasti nei soggetti con diabete di tipo 1. La
conferma arriva questa volta da uno studio di un gruppo di ricercatori della
Società Italiana di Diabetologia che dimostra come l'uso dell'olio contribuisce
a migliorare il controllo del diabete e dunque a proteggere l'apparato
cardiocircolatorio dalle complicanze di questa malattia. Appena pubblicato
online sulla rivista Diabetes Care, organo ufficiale dell'American Diabetes
Association, lo studio condotto da Giovanni Annuzzi e Lutgarda Bozzetto del
gruppo di Gabriele Riccardi, Società Italiana di Diabetologia (SID) e di Angela
Rivellese dell'Università di Napoli 'Federico II' dimostra infatti che
aggiungere olio d'oliva agli alimenti riduce l'indice glicemico dei pasti,
ovvero le impennate post-prandiali della glicemia e può contribuire in questo
modo a proteggere i pazienti dalle complicanze cardiovascolari e microvascolari
del diabete. Continua a leggere qui.martedì 1 dicembre 2015
Siesta oltre 40′, rischio diabete
Ci avevano già detto che un po’ di riposo dopo pranzo ci sta bene. Ma non più di 40 minuti, mi raccomando, altrimenti si rischia il diabete di tipo 2. L’avvertimento arriva da uno studio presentato al 51esimo Congresso dell’Associazione europea per lo studio di diabete (Easd) di Stoccolma. Se il pisolino supera la fatidica soglia di un’ora, il rischio di ammalarsi di diabete aumenta addirittura del 46 per cento.La ricerca è stata condotta dal giapponese Tomohide Yamada, dell’università di Tokyo, ed è in realtà una revisione di più di 680 ricerche, pubblicate dal novembre 2014 e inserite poi nel database di Medline, Cochrane Library e Web of Sciences. Dieci di questi lavori rispondevano ai requisiti richiesti, condotti tra Europa, Asia e Usa e che hanno coinvolto 260 mila soggetti. Ebbene, è emerso che la sonnolenza diurna è associata a un 56 per cento di diabete di tipo 2. Continua a leggere qui.
venerdì 18 settembre 2015
La curcuma un aiuto contro diabete e obesità
A dimostrarlo sono i primi risultati di uno studio italiano illustrato all’Expo da Rolando Alessio Bolognino, docente del master in Scienze della Nutrizione e Dietetica Clinica dell’Universita’ La Sapienza e responsabile del servizio Nutrizione Preventiva del Presidio Prevenzione Oncologica SIRP. Continua a leggere qui.
mercoledì 9 settembre 2015
Diabete di tipo 1, a segnalarlo pensano i cani di famiglia
Spesso vengono trattati come veri e propri membri della famiglia, e proprio come tali i cani possono contribuire alla gestione dei problemi quotidiani, incluso aiutare chi fra i suoi famigliari deve convivere con il diabete di tipo 1.
Così come esistono i cani “scova-tumore”, il migliore amico a quattro zampe dell'uomo può infatti anche avvertire le variazioni di zucchero nel sangue, tanto che oggi alcuni centri di addestramento offrono percorsi proprio per insegnare al cane di famiglia a segnalare una situazione di ipoglicemia o di iperglicemia. Continua a leggere qui.
venerdì 10 luglio 2015
Diabete e piorrea, il video-denuncia sull’abuso di Coca Cola e altre bibite gassate
«Vorrei insegnare al mondo a cantare in perfetta armonia…Vorrei comprare al mondo una Coca e fargli compagnia..È proprio vero, una Coca è quello che il mondo oggi vuole». Era il 1971 quando su una collina poco fuori da Roma fu girato “Hilltop”: 200 giovani, provenienti da tutto il mondo, con in mano una bottiglia gelata di Coca Cola, cantavano di pace, amore e fratellanza in “I'd Like to Buy the World a Coke". Lo spot, ideato da Bill Backer, direttore creativo di McCann-Erickson, l’agenzia pubblicitaria della bibita più famosa al mondo, ebbe un successo clamoroso entrando a far parte della storia della pubblicità.Ora a 44 anni di distanza, gli attivisti del CSPI (Centre for Science in the Public Interest), associazione americana no-profit che si occupa di salute e alimentazione, hanno prodotto “Change the Tune”, remake della celebre pubblicità, per denunciare i danni alla salute causati dal consumo eccessivo di bibite gassate chiamando a raccolta gli stessi protagonisti di allora. Guarda il video qui.
mercoledì 12 marzo 2014
Cina, il diabete cresce con la crescita del PIL
La natura prevalentemente “consumistica” del diabete era già nota grazie ai dati provenienti dai paesi occidentali e, soprattutto, dagli Stati Uniti, in cui – secondo i dati della American Diabetes Association - la malattia interessa l’8,3% dei cittadini. Che il fenomeno sia cresciuto sensibilmente anche in Cina dimostra la crescita economica di questo paese. La rivista JAMA ha infatti pubblicato i dati di una ricerca della Shanghai Jiao Tong University School of Medicine di Shanghai. I ricercatori hanno elaborato i dati di un rilievo effettuato nel 2010 su un campione di 98.658 adulti cinesi, provenienti da strati sociali ed aree diverse del paese. Continua a leggere qui.
lunedì 3 febbraio 2014
Salute: boom diabete in Asia, ecco i 10 Paesi con piu' casi
Cina, Indonesia, Giappone, Filippine, Thailandia, Corea, Vietnam, Malesia, Australia e Birmania: sono questi i Paesi dell'Asia con la maggiore concentrazione di pazienti diabetici. Un'area che, anche a causa dell'industrializzazione, sta registrando un vero e proprio boom di casi di diabete. D'altronde i dati elaborati dall'International Diabetes Federation parlano chiaro. Negli ultimi dieci anni in Cina il numero dei diabetici è raddoppiato (da 46 mln a 92 mln). Peggio ancora in Vietnam, dove i casi di diabete si sono moltiplicati, passando da 481 mila a 3,2 milioni. Un fenomeno che ha spinto gli esperti della Federazione ad affermare che "in questi Paesi è inusuale incontrare un persona oltre i 45 anni senza diabete". Continua a leggere qui.
venerdì 17 gennaio 2014
Quei semplici passi che allontanano dal diabete
Dopo un pasto non c’è niente di meglio che fare due passi. Fa bene all’umore, alla digestione e a quanto sembra è anche utile per allontanare il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.
A suggerirlo è un nuovo studio della George Washington University School of Public Health and Health Services (SPHHS), che ha indagato gli effetti sui livelli di zuccheri nel sangue di una camminata di 15 minuti.
La dottoressa Loretta DiPietro e colleghi dell’SPHHS hanno scoperto che tre brevi passeggiate dopo cena erano efficaci nel ridurre il glucosio nel sangue per 24 ore. Queste brevi camminate, inoltre, sortivano lo stesso benefico effetto di una camminata a piedi di 45 minuti con passo da normale a moderato. Continua a leggere qui.
La dottoressa Loretta DiPietro e colleghi dell’SPHHS hanno scoperto che tre brevi passeggiate dopo cena erano efficaci nel ridurre il glucosio nel sangue per 24 ore. Queste brevi camminate, inoltre, sortivano lo stesso benefico effetto di una camminata a piedi di 45 minuti con passo da normale a moderato. Continua a leggere qui.
venerdì 29 novembre 2013
Diabete: La Marijuana Potrebbe Ridurne Il Rischio?
C’è un legame inaspettato tra l’uso di marijuana e i fattori legati al diabete di tipo 2 che ha incuriosito i ricercatori medici. Diversi studi hanno infatti scoperto che i consumatori di marijuana trattengono più calorie dal cibo rispetto a chi non ne fa uso, ma hanno tassi più bassi di obesità, diabete e un indice di massa corporea (BMI) di basso livello.
In un ulteriore approfondimento, i ricercatori hanno studiato quali effetti della marijuana e del suo principio attivo, il tetraidrocannabinolo (THC), potrebbero avere sul metabolismo delle persone, in particolare sui livelli di insulina.
L’insulino-resistenza – un importante fattore di rischio per il diabete – è un disturbo metabolico che si verifica quando le cellule del corpo non possono gestire correttamente l’assunzione di insulina. L’American Heart Association stima un 35% degli adulti statunitensi colpiti da malattie metaboliche che includono, fra l’altro, la resistenza all’insulina.
Per esaminare il collegamento tra il THC e il metabolismo, i ricercatori hanno raccolto i risultati di uno studio eseguito su 4.657 adulti dal National Health and Nutrition Examination Survey, una statistica cross-sezionale diffusa annualmente dai Centri di prevenzione. Continua a leggere qui.
In un ulteriore approfondimento, i ricercatori hanno studiato quali effetti della marijuana e del suo principio attivo, il tetraidrocannabinolo (THC), potrebbero avere sul metabolismo delle persone, in particolare sui livelli di insulina.
L’insulino-resistenza – un importante fattore di rischio per il diabete – è un disturbo metabolico che si verifica quando le cellule del corpo non possono gestire correttamente l’assunzione di insulina. L’American Heart Association stima un 35% degli adulti statunitensi colpiti da malattie metaboliche che includono, fra l’altro, la resistenza all’insulina.
Per esaminare il collegamento tra il THC e il metabolismo, i ricercatori hanno raccolto i risultati di uno studio eseguito su 4.657 adulti dal National Health and Nutrition Examination Survey, una statistica cross-sezionale diffusa annualmente dai Centri di prevenzione. Continua a leggere qui.
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