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sabato 31 agosto 2019
Il diabete tipo 2, una malattia che compare dopo i 40 anni, anche se l’età di insorgenza si sta abbassando
Non tutti sanno che esistono due tipi di diabete. Se il tipo 1 è quello che colpisce maggiormente bambini e giovani ed è determinato da carenza insulinica, il tipo 2 ne è la forma più frequente, provocata da iperglicemia legata ad un difetto di azione dell’insulina che progressivamente diminuisce. Il diabete tipo 2 compare soprattutto dopo i 40 anni, anche se l’età di insorgenza si sta abbassando per la sempre maggiore diffusione dell’obesità, anche fra i più giovani. Continua a leggere qui.
giovedì 4 luglio 2019
utili per capire come il diabete e i problemi alla bocca possono essere collegati e perché
Il diabete è una malattia cronica che si presenta quando l’insulina, ormone prodotto dal pancreas con lo scopo di metabolizzare il glucosio nel sangue, non viene prodotta in quantità sufficiente o non funziona adeguatamente.
Questa malattia cronica, però, può essere la causa di una serie di altri problemi sia a livello macro vascolare che micro vascolare, senza contare tutti i problemi che può generare a livello neurologico, renale, oculare, cardio-vascolare ma anche al cavo orale. Continua a leggere qui.
martedì 18 giugno 2019
Diabete, versione modificata dell’insulina per evitare le ipoglicemie
In caso di diabete è fondamentale controllare i livelli nel sangue della glicemia che non deve essere nè alta (iperglicemia) ma nemmeno bassa (ipoglicemia). Ad esempio se la quantità di di insulina non è corretta può accadere che la glicemia, ovvero la concentrazione di zuccheri nel sangue, scenda al di sotto col rischio che il paziente possa andare incontro a una ipoglicemia. Continua a leggere qui.
sabato 20 ottobre 2018
Diabete: 6 possibili cause che ti sorprenderanno
Vorreste ridurre il rischio di diabete? Allora saprete certamente che per farlo è necessario mangiare bene, essere attivi e mantenere un peso sano. Tuttavia, queste non sono le sole cose da fare per tenere alla larga il rischio di sviluppare questa malattia. Che ci crediate o no, esistono alcuni fattori che possono aumentare le probabilità di sviluppare il diabete, alcuni dei quali vi sembreranno davvero bizzarri.Continua a leggere qui.
martedì 2 ottobre 2018
Il virus dell’influenza causa il diabete: l’ipotesi choc dei ricercatori italiani
Il virus dell'influenza A potrebbe provocare il diabete mellito di tipo I, a causa dei danni biologici prodotti alle cellule pancreatiche durante la replicazione nell'organismo. La scoperta choc è stata fatta da un team di ricerca italiano guidato da studiosi dell'autorevole Emerging Pathogens Institute presso l'Università della Florida, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Istituto di ricerca sul diabete dell'Irccs Ospedale San Raffaele e dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. Continua a leggere qui.lunedì 24 settembre 2018
Diabete, arriva l’insulina ad azione rapida: in circolo in 4 minuti
Chi non ha il diabete non deve preoccuparsi troppo quando si mette a tavola: dopo mangiato il pancreas produrrà la dose di insulina necessaria a “neutralizzare” gli zuccheri che vengono riversati in circolo col cibo, mantenendo la glicemia costante. Non è così in chi ha il diabete di tipo 1, e quindi non ha più una corretta produzione dell’ormone, o nei pazienti con diabete di tipo 2 in cura con insulina perché l’ormone scarseggia o l’organismo non vi risponde più bene: le ore dopo i pasti sono critiche e occorre iniettarsi per tempo una giusta dose di insulina per far fronte al cibo. Una complicazione non da poco, fra calcoli necessari a stimare il dosaggio giusto e tempistica da rispettare: ecco perché è una buona notizia l’arrivo di insulina aspart ad azione rapida, una nuova formulazione che promette di rendere i pasti dei diabetici sempre più simili a quelli di chiunque altro. Continua a leggere qui.
mercoledì 17 agosto 2016
Diabete, lo sport prescritto come se fosse un farmaco
Il sogno è di poter prescrivere l'attività fisica, proprio come si fa con i farmaci, sulla ricetta rossa. Perché l'attività fisica - premette Enzo Bonora, presidente Sid (società italiana diabete), nel corso del convegno in corso a Rimini - è un vero e proprio farmaco, e anzi andrebbe prescritta prima ancora dei farmaci poiché è dimostrato che riesce a ridurre di un punto l'emoglobina glicosilata, come alcune medicine.Esercizio fisico. Ma come farlo? Un'esperienza pionieristica è quella di Perugia, e del centro Curiamo (Centro universitario ricerca inter dipartimentale attività motoria), che dal 2010 ha inserito 900 pazienti diabetici e obesi in un percorso di cura che prevede anche un'attività fisica strutturata di gruppo. Modello che proprio ieri è stato inserito tra le best pratice europee per la prevenzione e la cura del diabete. Continua a leggere qui.
martedì 19 luglio 2016
Infermieri e aspiranti chef uniti per combattere il diabete a tavola
Nonostante i progressi ottenuti negli ultimi anni nel trattamento farmacologico, la terapia nutrizionale resta il cardine per compattere il diabete. Studi effettuati sin dagli anni ‘90, hanno dimostrato che il trattamento intensivo della malattia permetteva di raggiungere e mantenere per anni un buon controllo metabolico. Ciò significava riduzione delle complicanze microvascolari sia in prevenzione primaria che secondaria. Al proposito l’Istituto alberghiero Caurga di Chiavenna, in collaborazione con PPower, Provider arenas ministeriale, supportata dall’azienda farmaceutica Menarini, ha aderito al progetto «Chef oltre il diabete». Un corso teorico/pratico destinato agli operatori sanitari, in particolare gli infermieri, al fine di puntualizzare le conoscenze esistenti sul CHO in funzione dell’autocontrollo della glicemia e la somministrazione di terapia iniettiva e sperimentare. Continua a leggere qui.giovedì 12 maggio 2016
Le complicanze del diabete
Il diabete mellito di tipo 2 è una malattia metabolica
caratterizzata da iperglicemia in un contesto di insulino-resistenza e
insulino-deficienza relativa. Il diabete di tipo 2 rappresenta circa il 90% dei
casi di diabete e si ritiene che l’obesità costituisca la causa principale di
insorgenza della patologia nei soggetti geneticamente predisposti. Quali sono
le complicanze più comuni del diabete? Le possibili complicanze legate al
diabete possono svilupparsi gradualmente nel tempo. In particolare, il rischio
di complicanze è tanto più elevato quanto meno la glicemia viene tenuta sotto
controllo e aumenta col trascorrere del tempo. Le complicanze del diabete
mellito possono essere invalidanti e riguardano tutti i sistemi e gli apparati
che compongono l’organismo. Continua a leggere qui.martedì 29 marzo 2016
Salute: studio, con ogni ora di sedentarietà +22% rischio diabete tipo 2
Ogni ora in più di tempo trascorso seduti al computer o
davanti alla televisione è associata a un aumento del 22% del rischio di
sviluppare il diabete di tipo 2. E' la clamorosa conclusione di una nuova
ricerca pubblicata sulla rivista 'Diabetologia' (giornale dell'Associazione
europea per lo studio del diabete). Lo studio è di Julianne van der Berg
dell'Università di Maastricht, nei Paesi Bassi, e dei suoi colleghi. Sono stati
inclusi 2.497 partecipanti con un'età media di 60 anni, il 52% uomini, a cui è
stato chiesto di indossare un accelerometro 24 ore al giorno per 8 giorni consecutivi.
Gli autori hanno calcolato e valutato la quantità giornaliera di tempo
trascorso in sedentarietà. Per determinare lo stato di diabete, i partecipanti
sono stati sottoposti a un test di tolleranza al glucosio orale. Continua a leggere qui.venerdì 11 marzo 2016
Diabete di tipo 1. Il pancreas bionico funziona anche in età preadolescenziale
Arrivano nuove conferme sull'efficacia del pancreas bionico
nel controllo dei livelli di glicemia nel sangue in pazienti affetti da diabete
insulino-dipendente. Dopo gli studi su adulti e adolescenti, l'ultima ricerca
ha indagato l'effetto del 'pancreas bionico' in preadolescenti tra i 6 e gli 11
anni di età. E anche in questa popolazione di malati, il sistema di rilascio di
insulina e glucagone, che monitora nelle 24 ore i livelli di glucosio nel
sangue, ha mostrato una maggiore efficacia rispetto al microinfusore. Il
pancreas bionico usa un sistema di monitoraggio continuo di glucosio e un
algoritmo matematico per misurare i livelli glicemici nel sangue e somministrare
la giusta dose di insulina e glucagone. La ricerca su questo strumento è stata
condotta da Edward Damiano dell'Università di Boston e colleghi, che hanno
paragonato l'efficacia e la sicurezza di questo apparecchio confrontandoli con
il sistema a microinfusione, già in uso tra i diabetici. I dati sono stati
pubblicati su Lancet Diabetes & Endocrinology. Continua a leggere qui.sabato 5 marzo 2016
L'olio è anti-diabete, uno studio: tiene a bada i picchi di zucchero
Condire gli alimenti con olio d'oliva aiuta a contenere le
impennate della glicemia dopo i pasti nei soggetti con diabete di tipo 1. La
conferma arriva questa volta da uno studio di un gruppo di ricercatori della
Società Italiana di Diabetologia che dimostra come l'uso dell'olio contribuisce
a migliorare il controllo del diabete e dunque a proteggere l'apparato
cardiocircolatorio dalle complicanze di questa malattia. Appena pubblicato
online sulla rivista Diabetes Care, organo ufficiale dell'American Diabetes
Association, lo studio condotto da Giovanni Annuzzi e Lutgarda Bozzetto del
gruppo di Gabriele Riccardi, Società Italiana di Diabetologia (SID) e di Angela
Rivellese dell'Università di Napoli 'Federico II' dimostra infatti che
aggiungere olio d'oliva agli alimenti riduce l'indice glicemico dei pasti,
ovvero le impennate post-prandiali della glicemia e può contribuire in questo
modo a proteggere i pazienti dalle complicanze cardiovascolari e microvascolari
del diabete. Continua a leggere qui.giovedì 17 dicembre 2015
Saltare la colazione fa aumentare la glicemia
Colazione sì, colazione no. Mentre alcune ricerche sostengono che il digiuno potrebbe avere effetti salutari, la maggioranza degli studi afferma invece che saltare il pasto più importante della giornata può avere gravi conseguenze: non solo porta all’obesità e a una maggiore insorgenza di problemi cardiovascolari, ma mette anche a repentaglio la salute dei diabetici.Uno studio pubblicato sulla rivista Diabes Care e condotto al Wolfson Medical Center's Diabetes Unit dell’Università di Gerusalemme e alla Lund University in Svezia ha dimostrato che nei soggetti affetti da diabete alimentare (cioè di tipo 2, insulino-resistente) non fare colazione e rimanere a stomaco vuoto fino all’ora di pranzo fa impennare la glicemia dopo i pasti e diminuisce la risposta insulinica per tutto il resto della giornata. Continua a leggere qui.
martedì 28 luglio 2015
Diabete di tipo uno, tanto stress e paura per i malati
Sono circa 18mila nel nostro Paese i bambini e gli adolescenti con diabete di tipo uno, in continuo aumento. I malati, fra giovanissimi e adulti, sono circa 300mila e devono fronteggiare non soltanto la gestione quotidiana di una patologia che non ammette “dimenticanze” nella terapia, ma soprattutto le ansie, lo stress e le paure che il diabete comporta. Lo dimostrano i dati presentati di recente a Roma per il primo Italian Barometer Diabetes Paediatric Forum, organizzato da Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation, Università di Roma Tor Vergata e Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica.Una malattia in aumento
Il diabete di tipo uno è la forma che compare in genere da giovanissimi, nella quale la produzione di insulina da parte del pancreas è azzerata e deve essere rimpiazzata con la somministrazione regolare dell’ormone attraverso iniezioni, da quattro a sei volte al giorno, o con un microinfusore. Continua a leggere qui.
mercoledì 22 luglio 2015
Diabete. In Italia 1,5 mln di pazienti abbandonano cure. Gli esperti: “Troppe pillole al giorno”
Non basta che sia efficace e sicura. Serve anche che abbia pochi effetti collaterali, che sia comoda e da somministrare poche volte al mese, in modo semplice, sempre pronta all’uso, invisibile, indolore. Un ‘click’ silenzioso, anonimo, che tolga dall’imbarazzo chi si trova costretto ad iniziare la cura e che aiuti colui che la sta seguendo, spesso male, da anni, a gestirla al meglio. Questa è la richiesta e la speranza dei tre milioni di malati di diabete di tipo 2 ma anche dalle migliaia di medici specialisti che in questo modo potrebbero gestirli ancora meglio, certi di una maggiore probabilità di successo terapeutico e di una piena accettazione di una cura per una malattia che resta comunque cronica. Invece oggi accade che, dei circa 2 milioni di diabetici in terapia con ipoglicemizzanti orali (a volte 2, 3 pillole al giorno), il 70 per cento la abbandona, mettendo in pericolo la propria salute. Senza contare gli 800 mila pazienti in cura con insulina, di cui oltre la metà ‘dimentica’ la dose giornaliera una o più volte a settimana, compromettendo di fatto la possibilità di controllare efficacemente il metabolismo del glucosio. Continua a leggere qui.
giovedì 16 luglio 2015
Da una ricerca rivoluzionaria una speranza di cura per il diabete
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