Sabina Piccinini, capogruppo consiliare della lista civica
“Nuovo San Cesario” denuncia il licenziamento di un dipendente comunale affetto
da diabete. «Un fatto gravissimo - dice la Piccinini - dove l’umanità e la
cura, nei confronti di chi è più fragile, vengono spazzate via, inutili
sentimenti, improduttivi ai fini del buon funzionamento della macchina
comunale. Nel giro di poco più di un’ora, lo scorso novembre, un dipendente
comunale invalido affetto da diabete mellito è stato licenziato in quanto
ritenuto inidoneo alla propria mansione a seguito di visita medico-collegiale».
La capogruppo della lista civica specifica la storia dell’addetto comunale: «Da
oltre vent’anni lavorava in Comune con stimata professionalità, già malato al
tempo dell’assunzione in servizio era sempre stato ritenuto idoneo al proprio
lavoro dal medico competente incaricato dal Comune. Negli ultimi quattro anni,
il dipendente aveva avuto non più di cinque crisi ipoglicemiche l’anno. Per quale
ragione, improvvisamente, l’Amministrazione abbia deciso di farne valutare
l'idoneità al lavoro, non è dato sapersi. A nessuno dei nostri amministratori è
comunque venuto in mente che, proprio nel lavoro, quella persona poteva
ritrovare orgoglio e serenità. Perché non è stata concessa l’opportunità di
un’altra mansione nella pianta organica comunale? Perché si è preferito
lasciare a casa una persona malata che molto difficilmente potrà trovare un
altro lavoro?». Continua a leggere qui.mercoledì 20 aprile 2016
«Ha il diabete e il Comune di San Cesario lo ha licenziato»
Sabina Piccinini, capogruppo consiliare della lista civica
“Nuovo San Cesario” denuncia il licenziamento di un dipendente comunale affetto
da diabete. «Un fatto gravissimo - dice la Piccinini - dove l’umanità e la
cura, nei confronti di chi è più fragile, vengono spazzate via, inutili
sentimenti, improduttivi ai fini del buon funzionamento della macchina
comunale. Nel giro di poco più di un’ora, lo scorso novembre, un dipendente
comunale invalido affetto da diabete mellito è stato licenziato in quanto
ritenuto inidoneo alla propria mansione a seguito di visita medico-collegiale».
La capogruppo della lista civica specifica la storia dell’addetto comunale: «Da
oltre vent’anni lavorava in Comune con stimata professionalità, già malato al
tempo dell’assunzione in servizio era sempre stato ritenuto idoneo al proprio
lavoro dal medico competente incaricato dal Comune. Negli ultimi quattro anni,
il dipendente aveva avuto non più di cinque crisi ipoglicemiche l’anno. Per quale
ragione, improvvisamente, l’Amministrazione abbia deciso di farne valutare
l'idoneità al lavoro, non è dato sapersi. A nessuno dei nostri amministratori è
comunque venuto in mente che, proprio nel lavoro, quella persona poteva
ritrovare orgoglio e serenità. Perché non è stata concessa l’opportunità di
un’altra mansione nella pianta organica comunale? Perché si è preferito
lasciare a casa una persona malata che molto difficilmente potrà trovare un
altro lavoro?». Continua a leggere qui.martedì 12 aprile 2016
Nuova arma contro l'obesità, una molecola per il diabete spegne l'appetito
Una nuova arma contro l'obesità grazie a una molecola per il
diabete. Uno studio del Cnr di Pisa e dell'università del Texas, pubblicato
sulla rivista 'Diabetes', dimostra che l'assunzione di un farmaco - exenatide,
analogo dell'ormone intestinale Glucagon like peptide-1 (Glp-1) - nelle persone
in fase prediabetica aumenta non solo il metabolismo dell'insulina, ma anche
quello delle aree cerebrali coinvolte nei meccanismi di controllo di fame e
sazietà, regolando la risposta dell'appetito. Un gruppo di ricerca diretto da
Amalia Gastaldelli, dell'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale
delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa, ha studiato come il Glp-1 agisce sulle aree
del cervello che regolano il senso della fame. Era già noto che le persone con
insulino-resistenza, specialmente se obesi e/o diabetici, hanno un difetto nel
rilascio/azione dell'ormone intestinale Glp-1. Continua a leggere qui.giovedì 7 aprile 2016
lunedì 4 aprile 2016
I consigli del dermatologo per la pelle del diabetico
Chi convive con il diabete deve prestare molta attenzione
alla propria pelle e curarla nel miglior modo possibile.
In particolare è bene
tenere sotto controllo la zona in cui si fanno le iniezioni di insulina, così
come tagli, sbucciature, ferite e graffi.
Le infezioni sono un pericolo
costante, da non sottovalutare.
Oltre a ciò, si possono manifestare secchezze
cutanee, irritazioni e altre alterazioni.
Ne parliamo con il dottor Antonino Di
Pietro, dermatologo e presidente di ISPLAD (International society of pla
sticregenerative and oncologic dermatology).
È una delle alterazioni più temibili che possono insorgere
nelle persone affette da diabete sia di tipo 1 che di tipo 2. Si tratta di una
ulcerazione della pelle che può manifestarsi anche al livello delle caviglie,
oltre che dei piedi. La causa del piede diabetico deriva da una riduzione della
sensibilità negli arti del paziente, che può danneggiare i nervi degli arti
inferiori e dei piedi. In parole povere, il paziente diabetico - che subisce
questa complicanza - può non avverte i sintomi iniziali di lesioni cutanee
nella zona dei piedi. Continua a leggere qui.
martedì 29 marzo 2016
Salute: studio, con ogni ora di sedentarietà +22% rischio diabete tipo 2
Ogni ora in più di tempo trascorso seduti al computer o
davanti alla televisione è associata a un aumento del 22% del rischio di
sviluppare il diabete di tipo 2. E' la clamorosa conclusione di una nuova
ricerca pubblicata sulla rivista 'Diabetologia' (giornale dell'Associazione
europea per lo studio del diabete). Lo studio è di Julianne van der Berg
dell'Università di Maastricht, nei Paesi Bassi, e dei suoi colleghi. Sono stati
inclusi 2.497 partecipanti con un'età media di 60 anni, il 52% uomini, a cui è
stato chiesto di indossare un accelerometro 24 ore al giorno per 8 giorni consecutivi.
Gli autori hanno calcolato e valutato la quantità giornaliera di tempo
trascorso in sedentarietà. Per determinare lo stato di diabete, i partecipanti
sono stati sottoposti a un test di tolleranza al glucosio orale. Continua a leggere qui.mercoledì 23 marzo 2016
Diabete di tipo 2, sbarca in Italia dulaglutide
Basta un click, una sola volta alla settimana. Addio quindi
alla somministrazione quotidiana di
pillole, addio alle trenta o perfino sessanta iniezioni al mese di
insulina. Arriva anche in Italia il
nuovo trattamento antidiabete somministrabile settimanalmente con una penna
innovativa, pronta all’uso, di semplice utilizzo, che non necessita più della
gestione di aghi, per una terapia efficace fin da subito, sicura e ben
tollerata. Secondo uno studio pubblicato su Diabetes, Obesity and Metabolism, i
diabetici la preferiscono alle pillole, perché rende la terapia semplice da
ricordare e quasi completamente indolore. Insomma la qualità di vita migliora
decisamente. Negli studi a lungo termine il farmaco contenuto nella penna,
dulaglutide – un principio attivo della classe degli agonisti del recettore del
GLP1 (Glucagon like peptide-1) – si è
dimostrato più efficace nel controllo della glicemia rispetto ad altre terapie
ipoglicemizzanti, inclusa insulina basale ,
e rappresenta perciò più di una speranza per il milione e mezzo di
diabetici che abbandonano le cure o le seguono male perché sono troppo
complicate o ne temono gli effetti collaterali. Inoltre riduce il rischio di
ipoglicemie e fa perdere peso anziché ingrassare. Per loro una terapia facile e
immediata è ancora più preziosa. Continua a leggere qui.giovedì 17 marzo 2016
Diabete: il viaggio come terapia
Lasciarsi tutto alle spalle (posto fisso in banca compreso)
e partire per un viaggio di 1000 giorni intorno al mondo con una sola regola da
seguire (quella di non prendere aerei...) e un unico compagno di viaggio: il
diabete di tipo 1, con il quale convive dall'età di 9 anni. Questa, in sintesi,
la bellissima sfida che Claudio Pelizzeni, 33 anni, piacentino, ha lanciato a
se stesso: viaggiare per riprendersi i propri spazi e riappropriarsi del
proprio tempo, osservando e incontrando persone, paesaggi, culture diverse. Per
Claudio "sfida" non è la parola corretta da usare: si tratta
piuttosto di un sogno che si realizza e l'idea di non utilizzare gli aerei
rende il tutto più lento, sicuramente meno facile (attraversare i confini
spesso si rivela una vera e propria impresa...) ma anche un po' più
avventuroso. Un sogno che sta portando avanti, giorno dopo giorno, in compagnia
del suo diabete ("che non è un limite, anzi è per me è una condizione di
assoluta normalità che, semmai, mi ha responsabilizzato e non
penalizzato", sottolinea), con il caloroso supporto della comunità del web
che lo segue quotidianamente sul suo video blog Trip Therapy e sui social
network. Continua a leggere qui.
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